Il racconto di Giovanna

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Giovanna, come i suoi compagni, frequenta il centro, sede della UILDM di Saviano “Francesco Ciccone”. Prima ancora di cominciare la nostra chiacchierata, Giovanna si mostra particolarmente entusiasta e gioiosa: per chi la conosce bene, però, questa non sarà una novità!

Intavoliamo un discorso con Giovanna, ma lei ci interrompe subito con una domanda frequente in questi giorni: «Quando potremo ritornare a divertirci tutti insieme al centro?». Giovanna, come tutti gli altri, non vede l’ora di poter riprendere le attività come faceva prima, ma le spieghiamo che deve portare un po’ di pazienza e che deve, per il suo bene, continuare ad evitare il contatto fisico con gli altri. Chiediamo a Giovanna cosa significhi per lei il centro e, senza pensarci un attimo, dice: «IL CENTRO È GIOIA PURA!!!! Ho conosciuto il centro grazie a Francesco Ciccone e sono davvero felice di aver incontrato Andrea Russo: lui sarà per sempre il mio maestro, perché ci suonava molte canzoni con la chitarra e ha fatto appassionare tutti noi ragazzi alla musica e al canto».

I ragazzi al centro svolgono molte attività, e spesso si dilettano anche in canto e recitazione, ma tutto ciò che fanno è dettato da un unico obiettivo: fargli capire che sono “capaci di…” piuttosto che “incapaci di…”. La società in queste situazioni non fa altro che mettere in evidenza i loro limiti, mentre al centro i ragazzi sono stimolati a portar fuori il meglio di sé, così da riconoscere i propri talenti. Al riguardo, Giovanna ci dice: «Ho scoperto di essere una persona creativa e precisa, soprattutto quando si devono decorare i vetri con tecniche diverse, oppure quando dobbiamo creare dei mosaici con i cartoncini. Credo, però, che il mio talento sia decorare la ceramica, la presidente Franca Pardo mi ha insegnato tutto quello che so fare!». Sembra che il centro sia il fulcro della sua vita, in realtà Giovanna ha molte amicizie e frequenta la parrocchia e anche l’Associazione Cattolica, così negli anni ha creato intorno a sé una rete fatta non solo di relazioni, ma di persone che in modo disinteressato sfidano ogni giorno i pregiudizi sulla disabilità. La famiglia ha svolto sicuramente un ruolo essenziale in ciò, Giovanna infatti dichiara: «Non sono mai sola fin quando ho la mia famiglia. Amo i miei nipoti: mi risollevano il morale quando sono triste, mi coccolano e mi fanno tanti regali. Mi sento una zia davvero speciale grazie a loro».

Terminiamo questa intervista, ma vogliamo sapere se c’è una cosa in particolare che Giovanna ha imparato frequentando il centro: «Da quando vengo al centro ho imparato che nella vita ogni cosa va fatta al momento giusto , come, per esempio, quando io vorrei colorare solamente dei disegni, e invece c’è bisogno di  preparare dei lavoretti o dei lavori da fare in gruppo».

Non crediamo che ci sia molto da aggiungere, infatti speriamo che la testimonianza di vita di Giovanna parli ai vostri cuori, ma ancor di più alle vostre menti: abbattete i muri che creano divisioni, piuttosto, siate costruttori di ponti!

Ritratto di admin_saviano

admin_saviano